Essere per gli altri

Mons. Pietro Brazzale

ISBN: 9791280210128
Nr. pagine: 108
Formato: 13x20
Categoria: Esperienze

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Questo libro ci parla di Silvano Dalla Pietà Zaniolo, un infermiere professionale, un marito, un padre, un nonno e un diacono permanente che nella sua quotidianità fatta di lavoro, famiglia, parenti, amici, comunità parrocchiale e diocesana, è stato un testimone straordinario del Vangelo.

In ogni malato, in ogni persona sofferente che incontrava sapeva vedere il volto di Cristo e chiedeva al Signore che caricasse piuttosto sulle sue spalle un po' della croce che si trovavano a portare, purché potessero ricevere consolazione, ritrovare la speranza e la pace.

Non solo Dio ha ascoltato la sua voce e accolto la sua offerta, ma lo ha ricambiato con grazie e carismi straordinari, come emerge dalle pagine del suo "Diario" spirituale.

Il suo esempio possa "ravvivare la fede, animare la speranza e accendere la carità" di chi legge queste pagine con l'animo dei semplici, che sanno scorgere la bellezza delle opere che Dio compie nella sua Chiesa, anche nel Terzo Millennio!

Un libro scritto da mons. Pietro Brazzale, postulatore delle Cause dei Santi per la diocesi di Padova. 

 

 

DAL TESTO:

Silvano racconta così nel suo Diario:

“Domenica 9 agosto 1998, mia moglie mi ha detto: «Andiamo fino al cimitero di Onara». Io, seppure di malavoglia, ho acconsentito. Quando sono entrato, già ho cominciato ad avere chiara la sensazione di cosa andavo incontro. Ho cominciato a pregare per i miei genitori, per tutte quelle anime che avevano bisogno. Ma nella mia mente un chiodo fisso era la situazione di mia sorella Elda, morta circa due anni prima. Mi chiedevo con insistenza dove fosse, se avesse bisogno di qualcosa. 

Incominciai con dolori lancinanti alla testa. Il caldo faceva il resto. Non dissi nulla a mia moglie e continuammo il giro del cimitero. Finalmente siamo usciti e siamo venuti a casa. Durante il tragitto incominciai ad avere violenti dolori allo stomaco, accompagnati da una sudorazione copiosa. Vedevo tutto buio e mi sembrava veramente di morire. Dissi a mia moglie del dolore allo stomaco e lei mi disse: «Sei tutto sudato!». Infatti ero come uscito da una doccia. Ero agli estremi e non vedevo l’ora di arrivare a casa. Ma per di più, arrivati al passaggio a livello di Borgo Padova, le sbarre erano chiuse.Passò infatti dopo un treno merci. 

Poi, arrivati a casa, il tutto si è attenuato e siamo arrivati alle ore 22:00 circa. Mia moglie ed io seduti sul divano guardavamo un po’ di televisione. Ad un tratto il lampadario del salotto si mise a sbattere. Non c’era alcun motivo che lo facesse. Ci siamo guardati e ci siamo chiesti il perché. Dopo cinque minuti avevo già capito tutto e dissi solo una cosa a mia moglie: «Vedi? È stata liberata un’anima del Purgatorio ed è venuta a dircelo!».

Poi ci siamo coricati tranquilli, senza più il pensiero di quanto era successo. Durante la notte, però (e devo sempre dire: ero sveglio o dormivo? Questo in coscienza non lo posso dire), si presentò mia sorella Elda. Risplendeva di luce ed era sorridente. Non parlò, ma mi abbracciò. E, salutandomi con le mani, come faceva quando era viva, si allontanò finché la persi di vista. Io ero sereno, non so se ripresi a dormire o se continuai il sonno. Sono convinto però di una cosa: forse a mia sorella mancava un aiuto e che questo sia venuto dalla mia sofferenza?”.

Un altro racconto assai significativo è quello di una visione avvenuta nella notte del 28 ottobre 1998.

“Mi sono trovato in un sentiero, che costeggiava una montagna e più salivo, più si restringeva e si faceva sempre più faticoso. Avevo i muscoli delle gambe, del torace e delle braccia staccati dalle ossa, da quanto male mi facevano. Arrivato quasi alla cima della montagna, guardai in giù nella vallata. Ma una densa nebbia mi toglieva la vista, per vedere il fondo. Camminai ancora, però in discesa e mi trovai in una pianura dove c’era costruita una casa. Entrai e incontrai tante persone, alcune le conoscevo e altre no. A tutti domandavo dove fossimo, ma nessuno mi rispondeva. Mi guardavano con volto mesto, ma sereno. 

Si avvicinò a me un anziano sacerdote, che mi salutò e mi disse: «Mi riconosci?». Io lo riconobbi, perché mi disse il suo nome. Era un cappellano di Onara, anziano, morto quando io avevo forse 14-15 anni. Mi salutò sorridendo e io gli chiesi dove fossimo. Lui mi disse: «Siamo qui in tanti e tutti aspettiamo la liberazione, che sarà quando Dio vuole, perché il tempo del mondo non è il tempo di Dio. Tutti siamo qui perché dobbiamo scontare la nostra umanità»”.

Ciò che Silvano sente dalla bocca di quel sacerdote rimane come scolpito nella sua mente.

Comprende che se grande è la misericordia di Dio, altrettanto grande è la sua giustizia.

Questa constatazione lo portò ad offrire, con ancora maggiore generosità, tutte le sue sofferenze per la liberazione delle anime del Purgatorio.

Nel pregare per liberare una qualche anima in particolare, Silvano chiedeva aiuto anche a Cesira. E lei si rendeva disponibile molto volentieri.

Si sentiva invece imbarazzata quando le chiedeva il favore di andare presso una qualche famiglia per invitare quelle persone a celebrare delle Sante Messe in suffragio di alcuni defunti di quella stessa famiglia che lui sapeva ne avevano bisogno.

Lei non era in grado di spiegare fino in fondo il perché di quell’incarico che aveva avuto dal marito. Tuttavia, portava a termine l’impegno che si era assunta perché comprendeva che si trattava di una cosa molto seria.

A Silvano, infatti, frequentemente apparivano dei defunti per conversare con lui e per chiedere suffragi. Le apparizioni più singolari, che gli portavano tanta gioia e consolazione, erano quelle del defunto arciprete di Cittadella Mons. Luigi Rossi e del Vescovo Filippo Franceschi.

Anche riguardo a queste apparizioni notturne, è preziosa la testimonianza della moglie.

Silvano si alzava dal letto e scendeva giù in cucina. Lei certamente non era presente a quanto avveniva in questi incontri, ma da qualche parola che lui si lasciava sfuggire, Cesira può con sicurezza dire che non si trattava affatto di sogni o di allucinazioni. Silvano, in quelle situazioni, era vigile, pienamente padrone di sé.

 

 


Indice del libro

 

Presentazione

CAP. 1 - Profilo biografico di Silvano Dalla Pietà Zaniolo

CAP. 2 - Cercare sempre il bene degli altri

CAP. 3 - L'offerta di sè

CAP. 4 - Sofferenze fisiche e morali

CAP. 5 - La sua vita fu un faticoso cammino

CAP. 6 - Una fede purificata dall'aridità spirituale

CAP. 7 - Spirito di preghiera all'insegna della fedeltà

CAP. 8 - Tormentato terribilmente dal Demonio

CAP. 9 - Le bilocazioni

CAP. 10 - Assidua preghiera per le anime del Purgatorio

CAP. 11 - I frequenti sogni-visione

CAP. 12 - Un perdono pieno e universale

CAP. 13 - Le cose straordinarie in cui Silvano si sentiva coinvolto

CAP. 14 - La moglie Cesira è testimone stupita e silenziosa di fatti che non comprende

CAP. 15 - I Salmi, espressione vera e autentica della sua vita

CAP. 16 - Preparazione al diaconato

CAP. 17 - Una vita liturgica vissuta con intensità e partecipazione

CAP. 18 - Il matrimonio è un mezzo di santificazione

CAP. 19 - Abbandono incondizionato e costante alla volontà di Dio

Conclusione

Preghiera

Indice

 

 


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