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La missione del "salvatore del Salvatore", e quella di ogni famiglia,
al servizio della Redenzione, mistero di comunione
San Giuseppe! Come non esultare di gioia solo a farne il nome… Eppure, paradossalmente, sappiamo poco di lui, come se il suo nascondimento rispondesse ad una precisa volontà di Dio.
Questo libro è un cammino alla scoperta della figura di San Giuseppe, colui che, con la sua fede incrollabile ed il suo amore di padre e sposo, ha partecipato attivamente all’opera di Redenzione di suo figlio Gesù. Conoscendolo, entriamo nel mistero salvifico della vita nascosta della Sacra Famiglia di Nazaret, in quella comunione di amore che è stata la loro quotidiana partecipazione all’unica Redenzione.
Scopriamo così il valore redentivo della vita di ogni famiglia e di ogni discepolo che, come lui, unito alla sua sposa Maria e dedito al figlio Gesù, risponde alla chiamata universale a vivere al servizio della salvezza, nella vita interiore e nei sacramenti dell’amore.
La vita cristiana è un cammino di santificazione, nel nascondimento, e San Giuseppe ci mostra la via in modo mirabile, offrendosi come guida forte e sicura per ognuno di noi.
Questo libro è stato scritto con il contributo di p. Serafino Tognetti e p. Justo Antonio Lofeudo
Dalla Prefazione di p. Serafino Tognetti:
Conosciamo i saggi della storia greca e romana, sappiamo molte cose dei re e dei profeti dell’Antico Testamento, ma conosciamo così poco di colui che ebbe il privilegio di vivere tanti anni con Gesù benedetto e di essergli padre: San Giuseppe!
Non possiamo tacere; dobbiamo avvicinarci a lui ed entrare nella casa di Nazaret per conoscerlo, togliendoci i sandali perché il luogo che andremo a calpestare è sacro.
Lasciamoci interrogare da lui, entriamo nel mistero della sua missione per capire meglio il piano di Dio, senza pretese e soprattutto con spirito di gratitudine. Giuseppe ne sarà contento, e ci farà partecipi, per quanto possibile, della sua vita.
Non si tratta infatti di conoscere la vita di un santo per metterlo in vetrina, ma di partecipare con lui dell’amore col quale egli visse la sua missione di sposo e padre.
Già… questi due termini, così particolari per Giuseppe. V’è una naturale ritrosia nell’applicare al santo di Nazaret questi due nomi, perché con Maria visse un matrimonio del tutto particolare; insieme alla Vergine santa, fu vergine casto. Fu padre di Gesù, ma quel bambino fu concepito nel grembo di Maria senza concorso umano. Dunque, fu vero sposo? Fu vero padre?
Don Giulio accoglie la sfida e non ne dubita. Fu sposo eccome, e pienamente lo fu, punto d’arrivo e modello per tutti i coniugati. Fu padre di Gesù, e lo fu completamente, come nessun padre umano lo è stato nei confronti del proprio figlio. Essere padri, infatti, non significa generare biologicamente, o non soltanto quello; significa piuttosto curare, educare, istruire, fortificare la propria prole con la parola, l’esempio, l’amore, il sacrificio. Per essere chiari: un uomo può unirsi alla propria moglie nella carne, ma se poi la ignora, non la ama, la tratta con ruvidezza, non condivide tutto con lei, può dirsi vero sposo? E se un uomo diventa padre umanamente, ma poi non si cura del bambino nato, non lo educa, lo maltratta, lo abbandona, può dirsi vero padre? Al contrario, con la castità verginale Giuseppe santifica il matrimonio e lo riporta al suo primitivo splendore, col suo amore a Maria Santissima egli insegna agli uomini che cosa significhi l’amore vero. Ed amando Gesù bambino come educatore, come colui che lo sottrae dalle grinfie malefiche di Erode, che gli insegna il mestiere e lo accompagna santamente fino alla maggiore età, egli vive pienamente come vero padre.
Partendo da queste considerazioni, don Giulio spazia e affronta i temi della Santa Famiglia, della partecipazione di Giuseppe al mistero della Redenzione, lo indica come patrono e nemico acerrimo dei demoni, lo inquadra, in una parola, a tutto tondo facendocelo conoscere nella sua vera veste, non esaltandolo oltre misura e non riducendolo a semplice uomo necessario per salvaguardare l’onore di Maria Santissima. E, ultimo ma non in ultimo, ci parla del ruolo di San Giuseppe nella Chiesa di oggi.
Don Giulio arriva a San Giuseppe, infatti, dopo un lungo itinerario personale. Dopo aver vissuto i suoi primi anni come sacerdote in parrocchia, egli “scopre” quasi improvvisamente l’importanza dei bambini morti nel grembo materno. Di qui approfondisce il discorso della maternità della Vergine Maria e della maternità in generale. Poi passa al grande capitolo dell’Adorazione eucaristica. In tempo di emergenza-covid, istituisce non senza coraggio l’Adorazione perpetua in parrocchia, facendone il centro e il fulcro della sua azione pastorale e della vita della parrocchia stessa. Infine, approda a San Giuseppe. Strano, no?
Sembrerebbe più logico dover partire dal santo falegname, passare alla Vergine Maria e ai bambini non nati, per terminare con Gesù eucaristico, apice di tutto. Invece, percorrendo il percorso inverso, il sacerdote bolognese (beh, centese, per la precisione…) ci consegna al termine la figura e la presenza di San Giuseppe.
Per pregarlo? Anche, ma, direi, soprattutto, per vivere come lui l’amore a Gesù, che San Francesco Marto, il bambino di Fatima, chiamava, nell’Eucaristia, “Gesù nascosto”. Nascosto Giuseppe, nascosto il Cristo nell’Eucaristia, ma per splendere e manifestarsi, nella fede.
Il più grande successo di questa suggestione – e quindi di questo libro – sarebbe quello di entrare nel cuore di San Giuseppe e di amare il nostro Salvatore, Gesù Cristo, con i suoi sentimenti, la sua dedizione e la sua fede. Missione non impossibile, anzi, assai opportuna, soprattutto in questi tempi.
Lasciamoci convincere, lasciamoci guidare. È il cammino degli umili, dei semplici, dei piccoli vincitori.
Spiegazione dell’icona in copertina
Prefazione di p. Serafino Tognetti
Introduzione
LA VIA NASCOSTA DI SAN GIUSEPPE
1. SPOSO E PADRE
1.1. Nel cuore della Redenzione, compimento dell’Incarnazione
1.2. Non c’è altro modo per salvare il mondo che essere uniti
2. CAPO DELLA SANTA FAMIGLIA
2.1. Gesù, Maria e Giuseppe, un intreccio, inseparabile, di amore
2.2. Come la Santa Famiglia, così ogni famiglia, piccolo monastero adorante, salva il mondo!
3. TERRORE DEI DEMONI E SALVATORE DEL SALVATORE
3.1. La salvezza del Salvatore. Come Giuseppe ha salvato l’Eucaristia, per noi
3.2. Perché Dio vuole la “ConRedenzione”, cioè la salvezza come Comunione?
4. SACERDOTE E ADORATORE
4.1. Digiuno e Adorazione, custoditi da San Giuseppe
4.2 Chiamati a imitare San Giuseppe
5. UOMO
5.1. San Giuseppe, nuovo Adamo, esempio di virilità
Conclusione
Perché questi sono i tempi di San Giuseppe?
CAMMINARE NASCOSTI CON SAN GIUSEPPE
Preghiere, testimonianze e scritti per vivere la devozione a San Giuseppe
PREGHIERE
– Preghiera a San Giuseppe affidata da Papa Francesco a tutta la Chiesa
– Preghiera a San Giuseppe, terrore dei demoni
– Atto di consacrazione a Gesù, Maria e Giuseppe
TESTIMONIANZA
– San Giuseppe, il mio papà: la scoperta di “essere figlia”
SCRITTI
– L’Adorazione notturna. Nel silenzio della notte
– La Regola dei servi e delle serve della Corredenzione
Indice
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