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Via Crucis per giovani e contemplativi

P. Giovanni Salerno

ISBN: 9788888609966
Nr. pagine: 56
Formato: 12x16,5
Categoria: Pregare oggi

€ 2,13 invece di € 2,50

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Le meditazioni di Padre Giovanni Salerno nascono dalla sua esperienza di medico e sacerdote tra i poveri del Perù.

Le condizioni disumane in cui vive questa gente, e qui descritte nei particolari, diventano fonte di riflessione e di meditazione molto forte e ci avvicinano profondamente alla passione di Gesù. Particolarmente indicato per i giovani che vogliono conoscere Cristo e per i contemplativi, chiamati ad intervenire con la loro preziosa preghiera per dare sollievo e conforto ai dimenticati del nostro tempo.

 

DAL TESTO: 

PRIMA STAZIONE: Gesù è condannato a morte

- Ti adoriamo, o Cristo e ti benediciamo.

- Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

Chiese loro Pilato: "Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?". Tutti risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli disse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora gridavano più forte: "Sia crocifisso!". Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

 

Questa prima stazione mi ricorda i latifondisti della foresta amazzonica peruviana che arrivavano a Cotabamba o in altri villaggi della Cordigliera in cerca di manodopera per le loro coltivazioni di tè, di coca o d'altro. Quelli che facevano da "padroni"in quei villaggi vendevano loro i ragazzi e i giovani poveri che avevano a portata di mano, dopo averli ingannati con la menzogna che nella foresta amazzonica avrebbero guadagnato molto e sarebbero stati meglio che sulla Cordigliera.

Una notte, una coppia di giovani sposi, consapevoli dell'orribile situazione che li aspettava in quelle piantagioni, bussarono alla mia porta per consegnarmi di nascosto il loro bambino dicendomi: "Padre, sappiamo che il nostro padrino (=padrone) ci ha venduti e che nella foresta vivremo come schiavi. Prendi questo nostro bambino e fallo adottare. Almeno così non sarà schiavo come noi".

Non per nulla la foresta amazzonica, per le difficili condizioni di vita che offre, e specialmente per le sofferenze degli indios schiavizzati nelle piantagioni o lungo i fiumi dalle acque aurifere, viene chiamata "l'inferno verde".

Tante volte ho dovuto sospendere la celebrazione del battesimo o, con il permesso del vescovo, ho battezzato in assenza di padrini, perché quelli che si comportavano da padroni nel villaggio ci tenevano a fare da padrini in tale celebrazione, per poi valersi di tale condizione e avere mano libera nel disporre dei loro figliocci fino a schiavizzarli. Questi nostri fratelli, condannati a morte, aspettano da noi la liberazione...

 

 


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